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domenica, 18 maggio 2008

Valori

ANCHE PIROSO CONTRO LA BANDA DEI QUATTRO - AH, SE CI FOSSE UN TRAVAGLIO ANCHE PER DI PIETRO, ANZI C’E’ MA SUL LIBRO DI BEHA È SCESO IL SILENZIO MEDIATICO – ORA PIROSO FARÀ UN BEL SERVIZIO SU TG LA7?

Antonello Piroso per “Il Riformista”  (Link)

pirosoMetti una sera, in una puntata immaginaria di un programma tv. Magari “Che tempo che fa” di Fabio Fazio (trasmissione la cui realizzazione è dalla Rai data in appalto. Alla società Endemol, di proprietà Mediaset. Ergo – se ragionassimo a caso di cane- Fazio sarebbe un impiegato di Berlusconi). Oppure meglio, per non salire antipaticamente in cattedra: magari “Omnibus”. Ospite unico: un giornalista dalla schiena diritta, uno che fa parte dell’associazione degli apoti, uno che non la beve e soprattutto le canta a destra come a sinistra. Bene. A un certo punto, il sopra citato parte lancia in resta contro Antonio Di Pietro, con un intervento di questo tenore (comunque si può già vedere su YouTube): <No. Qui si vuole citare un libro pubblicato nel maggio dell’anno scorso e che non risulta essere stato oggetto di querela alcuna. Ci riferiamo a Italiopoli di Oliviero Beha, un collega che collabora a l’Unità. Orbene, cosa si trova scritto in questo volume che ha la prefazione, pensate un po’, di Beppe Grillo, per la precisione a pagina 172, nel capitolo “Due storie semplici”? Che un avvocato sodale di Di Pietro nell’Italia dei Valori ha sporto denuncia contro di lui nell’autunno 2005, su “diverse condotte, tutte penalmente rilevanti e complesse... Gli addebiti spaziavano dal raggiro alla truffa contrattuale per il fine dell’ingiusto profitto personale…, dall’appropriazione indebita alla truffa nei confronti dello Stato per l’illegale ricorso al finanziamento pubblico ai partiti politici e tante altre ipotesi di reato tutte circostanziate” (applausi scoscianti).
E cari signori, sia ben chiaro: tali frasi testuali sono contenute, spiega Beha, in una lettera che ilitaliopoli denunciante ha inviato nell’ottobre 2006 nientepopodimeno che al Capo dello Stato Giorgio Napolitano, nonché al Presidente del Consiglio Romano Prodi. Per farla breve, e sempre scorrendo l’opera: Di Pietro si è presentato all’Ikea della politica e ha messo in piedi un partito fai-da-te concentrato solo sulla sua persona, “fino al punto di ricevere tutti i finanziamenti pubblici previsti. Avrebbe poi trovato il modo di acquistare due immobili di pregio nel centro di Roma e Milano con una società di capitali con socio unico Di Pietro denominata An.To.Cri. srl, acronimo delle iniziali dei tre figli di Di Pietro, immobili poi affittati come sedi all’associazione Italia dei Valori” (applausi frenetici).
Saggiamente Beha aggiunge: “Nel momento in cui scrivo queste righe naturalmente io non so se tutto ciò sia vero. So solo che c’è un esposto in due Procure, non ancora archiviato anche se c’è stata di recente una richiesta in tal senso del sostituto procuratore di competenza in attesa delle decisioni del Tribunale”, e noi questa parte la sottoscriviamo in toto. Ma il problema rimane, sempre parafrasando l’autore: è vero o non è vero, che sia penalmente rilevante oppure no, quanto da Beha riportato? E perché non se ne parla? Per gli effetti debordanti che se ne avrebbero se fosse vero?
Mediaticamente, invece, c’è il silenzio. Che è la colonna sonora di ogni regime. Eppure nell’autunno del 2007 Elio Veltri, uscito dall’IdV nel 2001, ha dichiarato a Il Giornale che Di Pietro ha ammesso lo sbaglio. E proprio alla presentazione di "Italiopoli", a Milano. È andato da Beha, e onestamente ha detto: "È stato un errore". Be’, miei cari signori: le scuse tardive non bastano. Non possono bastare (ovazione). Ci si attenderebbe un gesto conseguente da parte dell’onorevole Di Pietro, ovvero la sua definitiva uscita dalla politica: perché se il sospetto è l’anticamera della verità (e noi, come l’ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando, anche lui nell’Idv, ne siamo intimamente convinti), qui siamo andati ben oltre. In nome delle leggi e della Costituzione, quindi, onorevole Di Pietro, si dimetta> (standing ovation).
Ecco, questa parodia fa riferimento a “fatti” -contenuti “in un libro” che riporta “una denuncia”- come potrebbero essere richiamati in un qualsiasi talk show televisivo. E anche se è un sommesso esercizio di stile che non intende essere offensivo, sia ben chiaro fin d’ora che noi ci dissociamo. Perfino da noi stessi.

Dagospia 16 Maggio 2008
pubblicato da: GcomeGiorgio alle ore 02:19 | link| commenti (2) *webpage* | commenti (2) *popup* | categorie: comportamenti, abuse of power

sabato, 17 maggio 2008

Lezioni di stile

Dopo le aterosclerotiche affermazioni della vicezapatera, Fernandez de La Vega (la figlia di Zorro), la Spagna corre ai ripari. Grandi scuse, nojo non voulevons, non dicevam a vojo, ecc.ecc. Figura barbina che potevano risparmiarsi se solo avessero guardato in casa propria, loro che sono fucilatori di marocchini usati a mo' di tiro a segno. Cari governi di centrosinistra di tutto il mondo, cercate di rompere le scatole esclusivamente in casa vostra e di non impicciarvi di quello che fanno gli altri governi democraticamente eletti, al proprio interno. Da cio' che ha detto la De La Vega pero' si apre un nuovo scenario per la soluzione rapida dei clandestini in Italia. Visto che la' sono bene accetti, mandiamoli tutti in Spagna.


pubblicato da: GcomeGiorgio alle ore 17:32 | link| commenti (1) *webpage* | commenti (1) *popup* | categorie: italia, etica, politica estera

venerdì, 21 marzo 2008

Imposimato dixit

Siccome sono impegnato in vicissitudini familiari e non potro' collegarmi per qualche giorno, riprendo qui un articolo di Ripleysuisse su "Legnostorto". C'e' anche un commento in calce di un lettore del blog del sen. Paolo Guzzanti. Io mi astengo da qualunque commento, ma v'invito a leggere poiche' ne vale davvero la pena.
______________________

E' la cronaca di 2 anni di indagini del Presidente della Commissione Antimafia dal 1994 al 1996, voluto da Berlusconi come uno dei primi passi del suo primo governo, per capire chi avesse fatto saltare in aria Falcone e Borsellino.
Tra la fine del 1991 e l’inizio del 1992, nel giro di poco tempo i vertici della polizia e dei servizi segreti, e il giudice Falcone, gli uni all’insaputa degli altri, si recano ufficialmente dal Ministro dell’Interno Vincenzo Scotti per allarmarlo su notizie di un complotto internazionale tra la “lobby delle lobbies” internazionale, una parte della politica italiana, mafia e camorra nostrane, e mafia russa/ex PCUS, il cui obbiettivo è quello di svendere una fetta d’Italia “allo straniero”, e approfittare di alcuni enormi serbatoi di capitali, primo tra tutti quello destinato alla TAV (circa 200.000 miliardi di vecchie lire tra “diretto” e “indotto” solo per la tratta “da Roma in giù”).

I servizi segreti “ci sono arrivati” attraverso informatori ed opera di “intelligence”, e avvisano che i complottisti all’interno dei partiti elimineranno i “nemici interni” per via giudiziaria, la polizia, in particolare lo SCO, verificando le “scatole cinesi” dei maggiori appalti e “arrivando sempre ai soliti gruppi societari”, Falcone investigando sui collegamenti romani e internazionali della mafia siciliana, prevedendo anche possibili attentati per destabilizzare il paese.
Scotti prima in modo informale, poi, nel marzo 1992, anche “ufficialmente”, allerta tutte le prefetture su tale pericolo, con una famosa circolare.
Falcone avvisa Scotti che alla fine di maggio chiuderà il cerchio delle proprie indagini incontrando un collega moscovita, e che a quel punto sarà in grado anche di smascherare coloro che stavano disperatamente tentando di “toglierselo di torno”.

Ma pochissimi giorni prima dell’incontro, casualmente, salta in aria.

E quella stessa sera due camion stracarichi di documenti lasciano a fari spenti Botteghe Oscure.

Passa una settimana, e la lobby delle lobbies internazionali festeggia la scomparsa di Falcone e lo scampato pericolo sul panfilo reale “Britannia”, ed inaugura la prevista “fase 2”, ossia l’eliminazione delle correnti dei partiti di governo che non si sono inchinati al volere Bilderberg/Trilateral/Illuminati: dal panfilo parte una telefonata alla procura delle banane, e, guardacaso, la mattina dopo Maurizio Losa ci avvisa che “anche il nome di Bettino Craxi ora compare nella lista degli indagati”.

Le correnti di maggioranza di DC e PSI, che si erano opposte alla svendita dell’italietta, vengono spazzate via dai bananari milanesi (solo di toga…), mentre le rispettive “correnti di sinistra”, quelle del Trilateral Prodi e del Bilderberg Amato, guardacaso, ne escono perfettamente pulite.
Anzi, Amato diventa addirittura il presidente del consiglio, il giorno dopo le grandi banche della lobby delle lobbies abbassano ad orologeria il rating dei nostri titoli di stato, il Bilderberg Ciampi come presidente di Bankitalia svende le nostre riserve monetarie “per correre dietro al nulla”, usciamo dallo SME con la liretta che vale un 30% in meno di pochi giorni prima, e con i falchi esteri che si comprano le nostre migliori aziende nazionali per quattro lirette.

A quel punto i complottisti indicono le elezioni sicuri di stravincerle, essendo rimasti in giro solo loro. Ma, contro ogni previsione, le vince colui che fino a pochi mesi prima era l’idolo dei comunisti e della CGIL per la propria lungimiranza imprenditoriale, perché “paga di più i suoi dipendenti”, e perché non ne ha mai licenziato uno che uno.

Una delle prime azioni di Satana da presidente del Consiglio, è quella di affidare la Commissione Antimafia alla toga più rossa di sempre, giudice plurieletto delle fila del PCI prima e PDS poi, il quale riprende tutti i dossier di Falcone, ossia quelli dei reparti speciali di polizia, carabineri e gdf, e scopre che da anni tutto è scritto.
Nero su bianco si trovano le aziende che partecipano alle scatole cinesi per i maggiori appalti e relativa catena di subappalti, e tutte fanno riferimento, alla fine della catena, a cooperative rosse o grandi gruppi, anche del nord, comunque dell’area della sinistra.

E per la “madre di tutte le truffe”, la TAV, da anni si sa che l’80-90% dei finanziamenti statali si perde lungo una serie di catene di subappalti precostruiti ben noti, e finisce a mafia, camorra e politica attraverso gli “accantonamenti” di tali società.
La toga più rossa del mondo risale la piramide, e scopre che il governicchio che doveva traghettare l’italietta alle elezioni, aveva in extremis bypassato, pochi minuti prima che entrasse in vigore, una nuova normativa europea che prevedeva che una consistente fetta dei maggiori appalti fosse messa in asta con partecipazione aperta ad imprese comunitarie… così “rimase tutto in casa”.

Ma quale “casa”?

Chi aveva scelto le società mafiose alle quali affidare i lavori?

Breve indagine, e si scopre che tali imprese dovevano essere scelte dal presidente dell’IRI, che per queste doveva garantire nero su bianco.
Quelle scelte mafiose le effettuò un certo Romano Prodi presidente dell’IRI, da non confondere col Romano Prodi di Nomisma, alla quale venne pagata dall’IRI, ossia da tutti noi, una consulenza multimiliardaria per individuare i soggetti migliori per gli appalti.

E il fatto che vennero fuori dal cilindro imprese mafiose, è ovviamente solo un caso.

La toga più rossa del mondo individua anche i canali di spartizione delle tangenti del ramo “Ferrovie dello Stato”: anche qui tutto risultava da anni, il tangentaro della mafia era risaputamente tal Pierfrancesco Pacini Battaglia che riciclava tutto nella sua banca svizzera Karfinco.
E qui si scopre che il tangentaro della mafia era già stato arrestato 2 volte dalla procura di Roma, la prima per una maxi truffa su ingenti capitali destinati ai paesi del terzo mondo nell’ambito di un “progetto di cooperazione”, la seconda proprio per il riciclaggio per le tangenti della TAV, ma in entrambi i casi era stato tirato fuori dalle romane galere da un pm milanese, tale Antonio Di Pietro, da non confondere ovviamente con quello delle mani pulite verso un’Italia de valori, e la sua posizione giuridica, stralciata dai procedimenti romani, era stata “ripulita” dalla procura delle banane, in modo che potesse continuare a fare con tranquillità il proprio lavoro di tangentaro della mafia.

Quando la toga più rossa del mondo inizia a parlarne all’interno del proprio partito, puff... avvisi di garanzia napoletani, ribaltoni, congelamento della Commissione Antimafia, minacce personali da parte di Violante e Bargone, a quei tempi rappresentante/braccio destro di D’Alema.

La toga più rossa del mondo viene isolato e “congelato” dal proprio schieramento, gli viene ovviamente impedito di presentare la relazione della Commissione, troppo zeppa di nomi di sinistra e troppo vuota di berlusconiani, e quando la procura delle banane si inventa la famosa confessione di corruzione del Bar Mandara e si può quindi andare alle elezioni, la toga più rossa del mondo è costretta ad abbandonare il proprio paese d’origine per le minacce, tutte denunciate (ma ancora senza alcun seguito) di mafia, camorra e PDS… e gli elettori affezionati dell’ex senatore PDS vengono minacciati affinchè non lo votino. Decine le denunce ancora pendenti, ma senza alcun seguito.

Trombato, la toga più rossa del mondo si presenta a sorpresa nello studio del nuovo presidente del consiglio, gli dà del mafioso con tanto di prove circostanziate, e se non interviene prontamente Andreatta con i sali, del Romano ce ne liberiamo con 12 anni di anticipo causa infarto da troppo pianto.
A quel punto, alla toga più rossa del mondo non resta che fare della propria Relazione della Commissione Antimafia un libro.
Per il quale ovviamente nessuno di coloro che è stato accusato pubblicamente di mafia, ha mai sporto querela in 12 anni.
E mi permetto di aggiungere un piccolo particolare: non passa sera che non rimaniamo estasiati di fronte alla televisione per una "predica sull'onestà, i valori sani e le mani pulite", nonchè le minacce "ti sfascio te e mediaset... e qualche congiuntivo..." di uno zoticone che a Nord di Chiasso manco a raccogliere i pomodori lo prendono... e da 15 anni si sa che l'onesto, il pulito, il garante della legge nella politica, ha tirato fuori dai guai per 2 volte il tangentaro della mafia facendo scomparire tutto il materiale raccolto a suo carico dalla procura di Roma, per permettergli di distribuire in pace le tangenti della mafia.
______________________________

CREDO ALLE CAZZATE COSTRUITE DALLA SINISTRA (Carlo B. scrive:
20 Marzo 2008 alle 17:02 - Rivoluzione Italiana)

1) Credo ai giudici che ricevono contanti brevi manu da Previti un mese dopo essere morti.

2) Credo ai giudici che si fanno pagare brevi manu da Previti quando erano 5800 i km che li separavano in quel momento.

3) Credo ai cd che si frantumano in mille pezzi cadendo da una scrivania sul pavimento, poi rimbalzano, rientrano nel computer, ricadono, attraversano la scrivania grazie ad uno stargate, finiscono su un ginocchio di un maresciallo ed ivi si polverizzano.

4) Credo che i 3 miliardi intascati da Previti siano troppi per una consulenza di 5 anni non legata ad IMI-SIR, ma che i 30 miliardi intascati in nero in Svizzera dal suo collega di Magistratura Democratica capo del collegio di difesa di IMI-SIR non significano nulla.

5) Credo sia un caso se RAI e TraRaglio si sono dimenticati di alcune frasi dell’ultima intervista di Borsellino.

6) Credo sia insignificante che chi ha indagato per ricostruire la “nascita delle fortune di Berlusconi”, e ha messo nero su bianco i risultati delle proprie indagini, abbia ammesso sotto giuramento di essere stato pagato dagli avversari di SatanaSilvio.

7) Credo che sia un caso se Berlusconi sia stato indagato 100 volte.

8) Credo sia un caso che Falcone sia morto il giorno prima di partire per Mosca per radunare le prove dei legami tra mafia e PCI.

9) Credo che sia un caso che la sera di Capaci 2 camion carichi di documenti siano usciti a fari spenti da Botteghe Oscure.

10) Credo che sia un caso che la “toga più rossa del mondo”, giudice plurieletto nel PCI, abbia scritto un libro sulle proprie indagini su mafia e camorra e abbia nominato tra i colpevoli solo politici di sinistra, nessuno di Forza Italia.

11) Credo che sia un caso se la toga più rossa del mondo abbia scritto che i rappresentanti di Cosa Nostra a Roma sono D’Alema, Violante, Prodi e Di Pietro.
_____________________________

LIBRO DEL GIUDICE IMPOSIMATO: CORRUZIONE AD ALTA VELOCITA’, Ed Koiné

pubblicato da: GcomeGiorgio alle ore 02:02 | link| commenti (59) *webpage* | commenti (59) *popup* | categorie: vergogna, cronaca politica, mistificazione, abuse of power

domenica, 09 marzo 2008

Riserve future

Roma, 8 mar. - (Adnkronos/Ign) - I padani come gli indiani che, se non metteranno freno all'immigrazione clandestina, "finiranno in una riserva". E' il messaggio del manifesto della Lega Nord (nella foto) per le politiche del 13 -14 aprile che, non a caso, raffigura Toro Seduto con tanto di copricapo piumato.

L'ultima icona del 'popolo del Carroccio' è d'importazione. Viene dal Canton Ticino e, spiegano dai vertici leghisti, "ci è piaciuto e lo abbiamo copiato". Lo slogan è chiarissimo: "Loro non hanno potuto mettere regole all'immigrazione. Ora vivono nelle riserve. Pensaci". A chiudere il tradizionale simbolo della Lega Nord con la rosa camuna della Padania e il guerriero Alberto da Giussano.
___________________________________________

Roma. Due milioni e 600 mila persone, una ogni 22 abitanti. Tanti sono gli immigrati "regolari" in Italia secondo il "Dossier statistico sull'immigrazione", presentato il 27/11 dalla Caritas e Fondazione Migrantes a Roma, Genova e in altre 11 città.
Un rapporto definito dai suoi curatori come "un sussidio di sensibilizzazione", che evidenzia come l'ondata migratoria nella penisola sia in costante crescita. Nel 2001 gli stranieri registrati dal ministero degli Interni erano poco più di un milione: attualmente sono circa 2,2 milioni, a cui vanno aggiunti 400.000 minori. Solo nel 2003, i nuovi ingressi in Italia a carattere stabile sono stati oltre 106.000, per un aumento della popolazione straniera del 7%. Le nazioni dalle quali è più consistente il flusso migratorio sono Romania, Marocco, Albania ciascuna con 230/240.000 residenti registrati. Seguono l'Ucraina (113.000), la Cina (100.000), Filippine Polonia e Tunisia (tra 70 e 60.000 ciascuna). In grande crescita l'immigrazione femminile, che supera ormai il 48%. L'età media non è alta: il 60% degli stranieri ha tra i 19 e i 40 anni. La maggior parte (60%) è concentrata al Nord, il 30% vivono nel Centro. La regione con più immigrati è la Lombardia con 600.000 persone, seguita dal Lazio. Se riguardo agli immigrati regolari c'è abbondanza di dati (anche se approssimativi) molto più incerto è il quadro dell'immigrazione clandestina. Secondo i sindacati gli irregolari nel 2003 erano 600.000,mentre per l'Eurispes erano 800.000.
_______________________________________

Questa era la situazione nel 2004. E da allora e' nettamente peggiorata, con un'accelerazione esponenziale negli ultimi 2 anni. Oggi chi va al laghetto dell'Eur (Roma, non Milano), trova insediamenti di clandestini perfino sotto il ponte usato una volta dai fidanzatini per scambiarsi qualche bacio. E questa sarebbe accoglienza? Lunga vita ai regolari che lavorano onestamente, "foeura di ball" quelli che vengono in Italia solo per delinquere in sicurezza. La loro.

pubblicato da: GcomeGiorgio alle ore 20:06 | link| commenti (23) *webpage* | commenti (23) *popup* | categorie: elezioni, carroccio, news in pillole

sabato, 08 marzo 2008

Barack de noantri

Uolterueltroni ha raccolto il programma stracciato da SB e nella sua infinita' bonta', con i pezzettini di carta riempira' delle buste di coriandoli da regalare ai bimbi poveri durante il prossimo Carnevale.

Uolterueltroni per dare un tocco di colore alla sua campagna elettorale sta frequentando un centro solare perche' abbronzarsi quanto Obama non e' cosi' difficile e lui sente di doverlo alla gente.

Uolterueltroni vi augura un buon sabato, ma anche una buona domenica, soprattutto se siete italo-americani.




pubblicato da: GcomeGiorgio alle ore 21:01 | link| commenti (2) *webpage* | commenti (2) *popup* | categorie: satira, comportamenti

mercoledì, 05 marzo 2008

Mission accomplished

John McCain ha fatto tutto molto rapidamente, risparmiando soldi e forze per la battaglia finale che lo vedra' opposto ad uno dei due competitors dem. Hillary Clinton o Barak Hussein Obama. Tutto bene per Hillary, un po' meno per Obama che e' scivolato su un discorso fumoso nel post tuesday. Ha detto che lui parlera' di riforma sanitaria, dimenticando che Hillary ne ha fatto il suo cavallo di battaglia. Ha detto che non parlera' ne' della sua  esperienza ne' di eroismo (riferendosi a McCain), dimenticando che  lui non ha ne' l'una ne' l'altro. Insomma, auguri al senatore John McCain che dall'alto dei suoi 71 anni, da' una bella lezione a tutti.


pubblicato da: GcomeGiorgio alle ore 14:58 | link| commenti (15) *webpage* | commenti (15) *popup* | categorie: politica estera, primarie, united states, presidenziali

martedì, 04 marzo 2008

Parlamento pulito, parte seconda

Poiche' un'immagine vale piu' di mille parole, questo post e' la naturale continuazione del precedente, in forma visiva. Dura poco ma intelligenti pauca. E accendete le casse, please.


Il vero slogan elettorale del PD e' alla fine del filmato. - Yes we can? - No, no, e' un altro.

pubblicato da: GcomeGiorgio alle ore 02:43 | link| commenti (7) *webpage* | commenti (7) *popup* | categorie: vergogna, sprechi, cronaca politica

lunedì, 03 marzo 2008

Parlamento pulito e lavoro ai - figli di -

C’è stata una lunga consultazione nella City londinese. I due fratelli Pavesi, commercialisti napoletani, proprietari della Fincon non passano inosservati. Sono degli specialisti sul debito pubblico degli enti locali: sono in quasi tutte le operazioni fatte in Campania da Bassolino, hanno messo il naso in Abruzzo e Puglia e hanno fatto il medesimo lavoro per Mercedes Bresso, la collega di Bassolino (di partito e di ruolo) in Piemonte. Per qualche settimana, l’anno scorso, si sono trovati disoccupati: i golden boy della finanza bassoliniana avevano improvvisamente perso il loro rapporto di consulenza con Merrill Lynch, una delle più prestigiose banche mondiali. E ai piani alti di Ubs, una banca di investimenti concorrente di Merrill Lynch, qualcuno non era dell’avviso di portarsi a casa i due fratelli. Alla fine i Pavesi stringono con Ubs e tutto ritorna come prima. I Pavesi e il loro rapporto con lo staff e gli uomini di Antonio Bassolino sono il cardine della nostra storia. Che parte da lontano, riguarda miliardi di euro e coinvolge l’allora sindaco di Napoli, Bassolino, suo figlio Gaetano, alle prime armi nella banca d’affari Ubs, i nostri commercialisti, Merrill Lynch, la grande banca americana, e un debito campano che cresce ogni giorno di più. E finisce, per il momento, venerdì scorso, con una riunione di giunta della Regione Campania. Ma andiamo per ordine.
La Campania ha sulle sue spalle un debito enorme, in gran parte accumulato a causa dei buchi della sanità. La legge le permette, a certe complicate condizioni, di rifinanziare il proprio debito cioè di ricontrattarlo a condizioni diverse e si presume migliorative. Un po’ come un proprietario di una casa che voglia rivedere le condizioni del proprio mutuo. Ebbene negli ultimi tre anni (2004, 2006 e 2007) Bassolino è riuscito a mettere in fila una dietro l’altra operazioni di rifinanziamento di vecchi prestiti per circa 4 miliardi. Nel 2004 per circa 1 miliardo, nel 2006 per poco meno di 1,9 miliardi e venerdì scorso è ritornato alla carica per un rifinanziamento di 1,2 miliardi. Una marea di operazioni finanziarie che coinvolgono principalmente sempre due banche: Merrill Lynch e Ubs. Con la particolarità che le due banche si sono palleggiate i due fratelli Pavesi, che prima con un cappello poi con l’altro sono sempre in mezzo. E con la combinazione che negli uffici «debt capital markets per il settore pubblico europeo di Ubs» c’è proprio il figlio di Bassolino. Il quotidiano napoletano Roma, ha segnalato la cambinazione alcuni anni fa e si è beccato una querela. Il Sole 24 ore più asetticamente ci informa che a settembre del 2006 Bassolino jr, già attivo nell’area del debt capital markets per il settore pubblico europeo di Ubs, «assume la responsabilità del business anche per clienti corporate e del settore pubblico italiani». Insomma almeno dal settembre del 2006 è ufficiale ciò che il Roma denunciava dal 2003 e cioè il gigantesco conflitto di interesse che sussiste tra il Bassolino indebitato e il figlio che gli ristruttura il debito. La storia del debito di Bassolino è davvero singolare e non solo perché affida sempre alla banca di suo figlio il mandato per rifinanziarli. È singolare anche questo attivismo finanziario. La delibera della giunta di venerdì scorso è un monumento di scarsa trasparenza. Intanto sia ben chiaro: in delibera non sono mai citate le banche che si occuperanno del mandato di Join Lead manager. E cioè chi distruibuisce le carte dell’operazione finanziaria; anche altre istituzioni finanziarie, ma in ruoli marginali, sono della partita. Ma rimanda ad un’oscura determinazione di un dirigente dell’assessorato Bilancio, ragioneria e Tributi: si tratta della numero 144 del 29-9-2003 che, guarda caso, cita proprio Merrill Lynch e Ubs. Le due banche in sostanza non solo non passano al vaglio del consiglio regionale (è ovviamente legittimo) ma non vengono esplicitate neanche agli stessi componenti della giunta Bassolino poiché si fa solo cenno ad una gara e relativo decreto dirigenziale di quattro anni fa. Ma la scarsa trasparenza sulle banche è nulla rispetto a questa continua necessità che la giunta campana ha di rifinanziare il proprio debito. Nel nostro paragone, il proprietario di casa potrà rifinanziarsi il proprio mutuo una volta, ma alla quarta sorge qualche dubbio sulla sua economicità. Ma tant’è.

Il curatore speciale della Regione, nominato dal giudice per evitare conflitti d’interesse, ha in questi giorni presentato una richiesta di “sequestro conservativo” dei beni di Bassolino e di tutti gli altri imputati rinviati a giudizio per le presunte irregolarità nel ciclo di smaltimento dei rifiuti in Campania. E’ così emerso che molti degli indagati non hanno beni intestati, compreso lo stesso Presidente della Giunta Regionale. In mancanza di beni intestati, il giudice potrebbe richiedere il pignoramento di un quinto dello stipendio che percepisce il Presidente. Si spera che i soldi non siano finiti in qualche banca londinese.

Alcuni dei suoi impiegati - sottoposti percepivano da 55.000 fino a 95.000 euro al mese e lui e'... NULLATENENTE!


Veltroni e D'Alema spieghino cosa voleva intendere Bassolino                
lunedì 03 marzo 2008
Le parole di Bassolino rivolte a D’Alema e pubblicate oggi su “Il Giornale”, nascondono retroscena poco chiari. Quando Bassolino dice al vecchio amico e compagno di mille battaglie, Massimo D’Alema, che «Devi fargli capire che se mi mollano, sono guai per tutti. Crollo io, crolla il mondo», è chiaro solo il malessere del Governatore della Campania verso Walter Veltroni. Ma vorremmo capire da Bassolino, da D’Alema e da Veltroni, di quale mondo, di quali guai, di quale crollo parla il Governatore. I cittadini campani ed italiani vogliono sapere cosa c’è dietro le parole di Bassolino, che giorno dopo giorno sta diventando il problema numero uno per il PD.
Lo sfogo di Bassolino arriva dopo settimane di tensioni all’interno della Sinistra e del PD, che da Roma hanno fatto terra bruciata intorno al Governatore.
Ha colpito nel segno la nemmeno tanto implicita richiesta di dimissioni rivolta qualche giorno fa da Veltroni a Bassolino. Se a questo aggiungiamo la decisione di Veltroni di non candidare De Mita, alleato di ferro di Bassolino in Campania, di candidare la moglie di Bassolino in Emilia e non in Campania e l’idea di Veltroni di andare da solo al voto, senza la Sinistra radicale che in Campania è da sempre la stampella di salvataggio del bassolinismo, capiamo tutti i motivi dell’irritazione di Bassolino, che si sente solo, “tradito” da Roma e dai vertici del PD. Per questo gli rinnoviamo la richiesta di compiere uno scatto d’orgoglio: si dimetta. Lo chiedono la maggior parte dei cittadini campani, prima ancora che Veltroni.

Ed ecco che arriva l'ombrello di protezione, puntuale come un treno svizzero...

ROMA (Reuters) - Il ministro degli Esteri e vicepremier uscente massimo D'Alema ha detto oggi di ritenere "eticamente inaccettabile questo scarico di responsabilità" sul presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, in quanto il problema dei rifiuti non è scoppiato sotto l'attuale governo ma chiama in causa le responsabilità anche di gestioni precedenti.
"Il nostro governo è stato il primo a cercare di occuparsi seriamente della questione dei rifiuti", ha detto D'Alema in una conferenza stampa oggi a Roma.
"E' eticamente inaccettabile questo scarico di responsabilità su una sola persona", ha aggiunto riferendosi a Bassolino.
Parlando della posizione giudiziaria di Bassolino, D'Alema ha detto che "si tratta di accuse molto circostanziate e molto limitate. Bassolino viene accusato di aver gestito in modo incauto i rapporti con una società", ha detto il ministro parlando di Impregilo.
La settimana scorsa Bassolino, l'ex Ad di Impregilo Pier Giorgio Romiti, la stessa società Impregilo e altri 30 imputati tra persone e società sono stati rinviati a giudizio a Napoli nel procedimento per le presunte irregolarità nella gestione del ciclo dei rifiuti.
Tra i reati contestati a vario titolo e a seconda degli imputati, figurano truffa ai danni dello stato, falso ideologico e frode in pubbliche forniture. Il processo comincerà il 14 maggio davanti alla quinta sezione del Tribunale di Napoli. Impregilo -- in una nota -- ha espresso piena fiducia nell'operato della magistratura e ha ribadito "la propria totale estraneità ai fatti contestati".

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Bassolino sara' candidato alle elezioni europee e la moglie sara' candidata al Parlamento italiano per il PD ma non in Campania. Se lo sono meritato dopo anni di duro lavoro. Ricordiamocelo anche noi quando andremo alle urne il 13 e il 14 di aprile. E se proprio non si puo' fare a meno di votare contro Berlusconi, mille volte meglio scegliere Bertinotti. Un pensiero affettuoso ai loro figlioli che chissa' quanto avranno dovuto penare per trovare un lavoro, mentre il mio che si e' laureato da due anni con un punteggio altissimo in una prestigiosa Universita', ha inviato 2000 curricula in tutt'Italia non ottenendo nemmeno una risposta di cortesia. E questo forse perche' io, suo padre, in vita mia non ho collezionato nemmeno un paio di multe per divieto di sosta. Chi ha 8 capi d'imputazione penale e' ovviamente piu' importante di me. Lo riconosco. Tanti auguri per i vari processi eh!?


pubblicato da: GcomeGiorgio alle ore 23:28 | link| commenti (5) *webpage* | commenti (5) *popup* | categorie: etica, policy, vergogna, comportamenti, sprechi, bene bravo bis, abuse of power

domenica, 02 marzo 2008

Uolterueltroni

Il weekend sara' dedicato per qualche settimana fino alle elezioni, alle pinzellacchere. Sull'esempio di questo blog, mi sono cimentato anche io:
  • se staccano la spina a qualcuno, uolterueltroni gliela riattacca senza prendere la scossa
  • quando uolterueltroni va con una prostituta, e' lei che insiste per pagare
  • uolterueltroni e' stato 8 mesi con un dito nell'ano, per tenere compagnia al verme solitario
  • can che abbaia non morde, can che morde non e' uolterueltroni
  • i pesci dell'acquario di uolterueltroni, sanno parlare e comunicano con lui
  • uolterueltroni non volle criticare Dio, quando lo fece a sua immagine
  • quando l'ostetrica taglio' per sbaglio il pipino a uolterueltroni invece del cordone ombelicale, lui non pianse per non dispiacerla
  • uolterueltroni ha vinto 6 edizioni del Grande Fratello e ogni volta era truccato benissimo
  • uolterueltroni e' cosi' equidistante da destra e sinistra che quando c'e' un bivio, preferisce schiantarsi contro i cartelli di segnalazione
  • appena nato uolterueltroni aveva gia' le eco-balle a norma
  • quando e' eccitato uolterueltroni suona il citofono tenendo le mani dietro la schiena
  • uolterueltroni disegna i cerchi nel grano semplicemente chinandosi per defecare
  • uolterueltroni ha inventato le gondole un mattino, mentre si pettinava a Venezia
  • i sedili in pelle del pullmann di uolterueltroni nel silenzio della notte, ruminano
  • uolterueltroni non vuole Casini, preferisce sempre la tolleranza
  • il cane di uolterueltroni non da' soltanto la zampa, ti prepara anche il cappuccino
  • la kriptonite teme uolterueltroni
  • il gatto di uolterueltroni e' cat-tolico  [gattolico] - (modificato da: spora Von Paris  spore al vento)
  • uolterueltroni e' piu' contento quando la gente sorride alle telecamere ztl. Le foto vengono meglio
  • Bassolino che si dimette e' il sogno nel cassonetto di uolterueltroni
  • quando uolterueltroni guardo' il corpo di Gandhi, questi si alzo' e pareva anche ingrassato
  • uolterueltroni e' sempre di buonumore, anche in quei giorni
  • uolterueltroni fa il sudoku con la destra mentre con la sinistra risolve il cubo di rubik. E tutto questo mentre canticchia yes I can
  • uolterueltroni quando si mette una supposta, prima le chiede scusa; ma non ce ne sarebbe bisogno, la supposta e' felice





La "colpa" e' tutta di questi pazzi scatenati qui.


 
pubblicato da: GcomeGiorgio alle ore 06:17 | link| commenti (10) *webpage* | commenti (10) *popup* | categorie: satira

venerdì, 29 febbraio 2008

Un figliolo equidistante


La prima parola che pronunciò il fanciullino Uòlter fu :

"Mamma"

subito dopo aggiunse :

"Ma anche Papà"

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(Moreno9000), presa da questo blog
pubblicato da: GcomeGiorgio alle ore 18:23 | link| commenti (13) *webpage* | commenti (13) *popup* | categorie: ipse dixit, satira, dichiarazioni

martedì, 26 febbraio 2008

God protect and bless all of us

Ormai in campo rep, il senatore dell'Arizona John McCain pare avercela fatta alla grande. Non manca che l'imprimatur, che arrivera'  quasi sicuramente con le prossime primarie in Ohio e soprattutto in Texas che ha un numero di delegati imponente. Il sistema rep contempla il modo "winner takes all" il che significa che il vincitore si porta a casa tutti i voti elettorali disponibili per lo Stato votante. Naturalmente in casa rep si guarda con molto interesse agli sviluppi del reciproco massacro mediatico che si sta svolgendo in campo dem. Tutto il mondo guarda a queste elezioni americane che data la situazione politica, economica, ambientale, demografica del pianeta rivestono un'importanza enorme per tutti, anche al di fuori degli Stati Uniti. Chi sara' alla fine a contrapporsi alla vecchia roccia John? Barak Obama che a volte fa il pacato, a volte arringa le folle con la sua arte oratoria ma che ancora non ha dimostrato nulla a parte il saper tenere ottime relazioni con i media di massa, oppure Hillary Clinton che ha fatto in un certo senso apprendistato durante la presidenza del marito durata ben otto anni per due mandati, riparandolo per cosi' dire dagli attacchi ricevuti in seguito alla sua dissoluta condotta morale, ma che economicamente ha risollevato le sorti degli States? Hillary che come donna rappresenta un'assoluta novita' nel panorama elettorale presidenziale americano, sembra pero' un po' provata nel sistema nervoso. Si spiegano cosi' gli scoppi di pianto, le crisi di rabbia, la sua calma apparente che dura finche' non viene sollecitata nei suoi weak points. C'e' un'ulteriore incognita, che sara' sciolta probabilmente il 18 marzo, quella dell'outsider. Cioe' un indipendente ben visto dalle banche mondiali, dai potentati economici, da Israele, dall'apparato militare americano, che potrebbe coagulare intorno a se' il consenso di vastissime aree di elettorato. Un uomo economicamente potentissimo (100 miliardi di dollari di patrimonio personale, per sua stessa ammissione),  con 2600 punti telematici sparsi nel mondo ma soprattutto in USA,  un uomo dotato di lunga esperienza politica, anche attuale (e' sindaco di New York) che potrebbe sconvolgere se scendesse nell'agone i piani finora cosi' accuratamente portati avanti sia dai dem, sia dai rep. Quest'uomo come ho preconizzato in tempi non sospetti si chiama Michael Bloomberg e potrebbe essere la grande sorpresa di queste importantissime elezioni del terzo millennio. Oppure no. Staremo a vedere cosa decidera' di fare. Un fatto e' certo, queste almeno per quel che ricordo io sono le primarie americane piu' seguite degli ultimi decenni. E a quanto pare, senza esclusione di colpi bassi. Secondo me, non abbiamo ancora visto nulla, molto deve ancora accadere.
Speriamo bene...
uno di questi potrebbe "maneggiare" il piu' grande arsenale nucleare del mondo.



pubblicato da: GcomeGiorgio alle ore 17:53 | link| commenti (17) *webpage* | commenti (17) *popup* | categorie: usa , elezioni, presidenziali

domenica, 24 febbraio 2008

Visto da sinistra

ELEZIONI: BOSELLI, VELTRONI NON E' VERO CANDIDATO PREMIER

Roma, 24 feb. (Adnkronos) - "Veltroni non e' un vero candidato premier che si contrappone a Berlusconi ma un leader che si limita a tirare la volata al suo partito. Quello a Veltroni e' un voto utile solo ai Democratici". Lo sostiene il segretario socialista, Enrico Boselli. "E' il solo caso di democrazia - prosegue Boselli - nella quale si affronta una competizione elettorale per perdere. Il modo di condurre la sua campagna elettorale d'altronde e' a meta' tra un concorso di bellezza, un provino cinematografico o una parata di rampolli delle casate piu' potenti d'Italia. Questa non e' l'America, ma una caricatura dell'America vista con gli occhiali di un provinciale".
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